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Screening prenatale: vivere la gravidanza più serenamente

Screening e diagnosi prenatale offrono la possibilità di verificare lo stato di salute del feto. Il primo pensiero di ogni donna, appena realizza di essere incinta, va al bambino che nascerà, vuol sapere come sta e se è sano. Grazie alla diagnosi prenatale, la futura mamma può avere una risposta alle sue molteplici domande e, nella stragrande maggioranza dei casi, essere rassicurata e vivere la gravidanza con maggiore serenità. I professionisti che operano nelle cliniche del gruppo NextClinics sono specializzati anche nella diagnostica prenatale.

Durante il colloquio di anamnesi, le pazienti vengono informate anche sui possibili rischi, come ad esempio quello di aneuploidie, cioè di presenza di un numero di cromosomi diverso dal normale, o di malattie ereditarie. In base alla situazione di ogni singola coppia, lo specialista proporrà le varie opzioni diagnostiche più indicate, tra le quali i potenziali futuri genitori possono scegliere. 

“Nelle nazioni sviluppate” spiega il Professor Gianluigi Pilu, Medico Chirurgo specialista in Ginecologia e Ostetricia e Consulente del Gruppo Prenatale in GynePro, “le anomalie rappresentano la prima causa di decesso infantile, seguite da prematurità e morte improvvisa. Tra le anomalie, quelle più frequenti sono di tipo cardiaco, seguite da quelle genito-urinarie, del muscolo scheletrico, dei cromosomi, del sistema nervoso centrale, facciali, digestive e infine le sindromi genetiche. Tra le anomalie cromosomiche, la più frequente alla nascita è la trisomia 21 (nota come Sindrome di Down), seguita dalla 18 (Sindrome di Edwards)”.

Lo specialista identifica le donne, o le coppie, che potrebbero avere bisogno di un supporto più puntuale, in modo da concordare con loro come pianificare il percorso. “Le opzioni che possono essere proposte sono numerose” continua il Professor Pilu “per quanto riguarda il rischio genetico, si va dallo screening per le emoglobinopatie alle informazioni sulla possibilità di screening e diagnosi della Sindrome di Down. A 19-21 settimane si può suggerire l’indagine ecografica per le anomalie fetali”. A 12-14 settimane, un’ecografia morfologica, oltre a dare l’immensa emozione di vedere per la prima volta il proprio piccolo, potrà anche rasserenare ulteriormente sulla sua salute.

Per ulteriori informazioni: 800 141 374

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