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Crioconservazione di ovociti: una scelta consapevole, tutta al femminile

Grazie alla crioconservazione degli ovociti è possibile congelare il tempo e fermare il ticchettio dell’orologio biologico. Questa metodica permette di tutelare la fertilità femminile, lasciando maggiore libertà alla donna di scegliere il proprio tempo per la maternità, limitando l’ansia legata al tempo che avanza. Può accadere che al trascorrere del tempo non venga data la giusta considerazione: ad esempio, si crede che mantenere un buono stato di salute generale e seguire uno stile di vita sano siano sufficienti per preservare la propria fertilità. Tuttavia, quando sembra arrivato il momento giusto per avere un figlio, ci si rende conto che l’avvio di una gravidanza non è così facile e che l’età è un fattore che pesa sulla fertilità molto più di quanto si creda, soprattutto per le donne.

Sempre più spesso, anche chi desidera fortemente diventare genitore sceglie, in giovane età, di posticipare il momento in cui si decide di intraprendere il meraviglioso viaggio verso la creazione di una famiglia. Le ragioni possono essere molteplici: per motivi personali, come il non aver ancora trovato il partner giusto, o professionali, perché ancora ha un lavoro precario o perché le esigenze lavorative sono momentaneamente incompatibili con questo passo. A questi si possono aggiungere motivi di salute che richiedono terapie, anche lunghe, che non lasciano alternative al dover rimandare la formazione di una famiglia.

Le esigenze della società e quelle della biologia

Dalle ricerche emerge che in Europa l’età media del primo concepimento è intorno ai 30 anni, in Italia 31. Una persona a 30 anni ha appena iniziato la sua vita da adulto, è nella fase di maggiore crescita professionale, tuttavia la capacità riproduttiva inizia a diminuire in modo sostanziale proprio a quell’età e il fattore tempo gioca un ruolo fondamentale, soprattutto in una donna, perché la sua capacità di riprodursi è strettamente legata all’età delle ovaie. Dal punto di vista biologico, infatti, l’età migliore per avere un figlio è circa 23 anni, una fase della vita in cui generalmente si studia o ci si affaccia al mondo del lavoro.

Se a 25 anni la probabilità di concepimento in una coppia fertile è intorno al 20-25% per ciclo ovulatorio, questa percentuale si dimezza al di sopra dei 35 anni e tende a diminuire ancora di più andando verso i 40 anni.

Le strategie per preservare la fertilità

Adottare uno stile di vita sano per mantenersi in buono stato di salute generale è senz’altro importante, anzi, fondamentale, ma non è sufficiente poiché i fattori che incidono sulla fertilità sono molti, primo fra tutti, come abbiamo visto, l’invecchiamento fisiologico del corpo.

La scienza viene in aiuto delle donne con la crioconservazione, una procedura che consente di congelare gli ovociti e di utilizzarli per una procedura di procreazione medicalmente assistita da effettuare in un momento successivo a quello del prelievo. In questo modo, per il concepimento verranno utilizzate cellule che, grazie al congelamento, non avranno risentito del ticchettio dell’orologio biologico.

Chi sceglie la crioconservazione?

Le donne che scelgono la crioconservazione di ovociti hanno un profilo eterogeneo.

Hanno un’età perlopiù inferiore ai 35 anni, desiderano diventare madri ma, per diversi motivi, preferiscono posticipare la gravidanza. Donne comuni, quindi, che studiano, lavorano, viaggiano, si informano e scelgono.

La creazione di una “riserva” di ovociti

Lo scopo della procedura di “Crioconservazione degli ovociti” (o, in questo caso “Social Egg Freezing”) è quella di crearsi una vera e propria “riserva” di ovociti. Questa metodica consente alle donne di pianificare la gravidanza nei tempi da loro ritenuti più idonei. Quando la procedura viene applicata allo scopo di conservare la fertilità in caso siano necessarie terapie antitumorali si parla di “Medical Egg Freezing”.

La procedura

Sulla paziente che sceglie di preservare la sua fertilità con questa metodica, si effettua anzitutto un ciclo di stimolazione ormonale, in modo da produrre un numero di ovociti superiore al consueto.

Al termine del ciclo di stimolazione ormonale si procede con il prelievo ovocitario, sotto breve sedazione indolore.

Il numero minimo di ovociti da prelevare affinché realisticamente vi siano delle chance di successo è 12, anche se sarebbe preferibile raggiungere i 20.

Gli ovociti prelevati vengono crioconservati in azoto liquido, in piccole provette, anche per lungo tempo (anche per 5-10 anni).

Quando è il momento giusto per iniziare la gravidanza, gli ovociti vengono scongelati e fecondati tramite ICSI (microinseminazione), prima di essere trasferiti nell’utero materno. La procedura dev’essere effettuata preferibilmente entro i 35 anni, in modo da avere una maggiore probabilità di successo.

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